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Marcello Chirico

Personaggi

Marcello Chirico nasce a Torino parecchi anni fa (sul quando preferisce tralasciare, poiché non ama rivelare la propria età) molti di più comunque di quelli che uno potrebbe immaginare. È un convinto sostenitore dell'"età biologica", ovvero quella che ciascuno di noi si sente addosso, e Marcello ritiene di possedere ancora la vitalità e la spensieratezza di un trentenne.Nel capoluogo subalpino Marcello ha trascorso infanzia, adolescenza, pubertà e maturità, dedicando il suo tempo principalmente allo studio - frequentando prima il liceo classico presso il Collegio San Giuseppe e poi laureandosi a pieni voti in Lettere Moderne - all'organizzazione di feste ("servivano - racconta - a tirare su qualche soldino e, soprattutto, a conoscere ragazze") e alla Juventus, un vero e proprio morbo infettatogli dal padre e dal quale non è guarito ancora adesso (ma dice di sentirsi benissimo).Dal punto di vista professionale, gli esordi giornalistici di Marcello sono circoscritti ad alcune collaborazioni con giornali (Tuttosport, La Repubblica) e tv (Telesubalpina). Per intraprendere sul serio la carriera deve, nel '90, trasferirsi a Milano, dove riceve una chiamata da parte de Il Giornale diretto allora da Indro Montanelli, che lo assume. E presso quella testata ci resta per 16 anni, occupandosi prevalentemente di politica locale (Comune&Regione) e talvolta nazionale.Il suo approdo alla tv è casuale: noto all'interno della redazione per la sua passione per la Vecchia Signora, un collega (Tony Damascelli, ndr) lo propone a Telenova come opinionista juventino, dove viene subito apprezzato per la sua verve e combattività. Gli viene così proposto di collaborare stabilmente con quell'emittente, seguendo da vicino le vicende juventine.Nel 2004 Fabio Ravezzani - direttore dei servizi sportivi di Telelombardia /Antenna 3 - gli propone il cambio di scuderia e lui accetta con entusiasmo, conquistando gradualmente spazi sempre maggiori fino a diventare un personaggio stabile dei programmi di calcio di quelle reti. Un impegno sempre più crescente che lo costringe ad abbandonare Il Giornale (col quale però ha mantenuto una collaborazione in ambito calcistico) e a dedicarsi interamente alla tv.A partire dall'estate 2007 è entrato anche a far parte della famiglia di Videogruppo Piemonte, dove ogni giovedì sera partecipa alla trasmissione "Tutto Derby" . "Finalmente - sottolinea con piacere - posso parlare per circa 2 ore e mezza di Juve, e Toro, trascurando del tutto Inter e Milan. È una delle tante prove dell'esistenza di Dio".


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